Fin da piccoli e per tutta la durata della nostra vita, abbiamo bisogno di costruire relazioni di attaccamento e sentirci al sicuro, soprattutto nei momenti di bisogno. L’attaccamento è proprio quel comportamento che porta l’individuo a mantenere la vicinanza fisica con un’altra persona considerata in grado di affrontare il mondo. Si attiva tutte le volte in cui la persona è spaventata o malata e si attenua quando si ricevono cure e protezione (Bowlby).
La prima forma di interazione sociale, e quindi di attaccamento, avviene proprio con la figura genitoriale, generalmente la madre, e sarà quel tipo di relazione a prepararci al mondo, a regolare i legami affettivi e a costruire modi di agire con l’altro. L’interazione tra il bambino e il genitore avviene attraverso le prime forme di linguaggio non verbale, caratterizzato dal contatto oculare, le smorfie, il pianto, i sorrisi … e successivamente con i vocalizzi, il puntare il dito verso gli oggetti, fino al linguaggio verbale vero e proprio. Questo legame ripetuto nel tempo aiuta a promuovere un sano sviluppo psicologico e fisico del bambino e a regolare l’affettività. Il bambino e il genitore sono sintonizzati emotivamente, ciò significa che al bisogno del bambino, la mamma e/o il papà riconoscono quello specifico bisogno e restituiscono al proprio piccolo un senso di contenimento. Il bambino, pian piano, imparerà che può contare sulla sua mamma e il suo papà in condizioni di pericolo, insicurezza, disagio o per ricercare un senso di protezione. La sintonia affettiva non si manifesta solo in condizioni di disagio del bambino, ma viene rafforzata anche dalle esperienze di gioco, di condivisione di stati emotivi, di regole imposte. Saper insegnare al proprio figlio a regolare le esperienze negative permette al bambino di sviluppare un buon adattamento, una buona resilienza e una buona tolleranza alla frustrazione.
Esistono 4 tipi di attaccamento: sicuro, insicuro-evitante, insicuro-ambivalente e disorganizzato.
Sono bambini che da adulti si sentono sicuri, autonomi, a proprio agio, ben adattati al contesto e alle diverse situazioni, chiedono supporto in condizioni di disagio, gestiscono in maniera adattiva le frustrazioni.
Questi bambini, da adulti, potrebbero sviluppare stati psicopatologici, con gravi forme di disadattamento e compromissione sul piano affettivo e relazionale.
La relazione che si costruisce nel tempo con il proprio figlio è precursore indispensabile della personalità e di un sano ed equilibrato sviluppo psicofisico. I genitori hanno un compito importante, creare il futuro adulto e il futuro genitore.
Dott.ssa Raffaela Massa, psicoterapeuta
Quanto influisce una diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento nella scelta della scuola Secondaria di Secondo grado? Mi spiego meglio, quante preoccupazioni in più possono esserci per gli studenti con diagnosi e per le loro famiglie nel momento in cui si è chiamati a scegliere la scuola superiore?
1 Comment
Considerare il “mestiere” di genitore come un arduo compito è assolutamente riduttivo. L’accompagnare un figlio lungo il proprio cammino di crescita è un processo troppo spesso sottovalutato: non per una necessaria mancanza d’amore, ma direi piuttosto per l’ostentata e non calibrata presunzione di essere già in grado di fare la cosa giusta, e cioè di guidare lo sviluppo fisico ed emotivo del proprio bambino senza mai mostrare fragilità ed insicurezza e rifiutando così ogni forma di aiuto. Sicuramente ogni gesto e fatto a fin di bene, ma è altrettanto certo che avrà un peso nella vita del figlio. Prima di intraprendere un percorso introspettivo e psicoterapeutico non ero assolutamente a conoscenza di quanto riportato sopra, cercando delle risposte tanto soggettive quanto forzatamente adatte alla gestione delle mie relazioni personali. Adesso sono assolutamente consapevole e dannatamente certa di quanto il rapporto genitore-figlio sia fondamentale ed altrettanto difficoltoso da coltivare, ritrovandomi a pieno in una delle tre situazioni descritte. Tuttavia, nonostante l’evidenza, mi rendo conto di quanto, chi ignora o chi vuole volutamente ignorare, non riesca a comprendere quanto possa essere importante stare attenti “al particolare”, e cioè al non lasciare nessun gesto e/o comportamento al caso.
Non mi è mai mancato nulla dai miei genitori, entrambi presentissimi, ma i dettagli negli sguardi, nei gesti e nelle parole vanno sempre valorizzati con la giusta importanza. Nella speranza di diventare in futuro un buon genitore….
Una figlia.
P.S. Grazie mille Dott.ssa Massa: per la sui professionalità e per il suo aiuto.